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L’editoriale: Per un buon campionato servono buon senso e scelte giuste

La sesta giornata in Eccellenza, girone A, sarà certamente ricordata per il Licata. Per il Licata che perde(già questa di suo è notizia, vista la cinquina di successi nelle prime 5 gare) ma anche per il Licata che mette in evidenza che, talvolta, solo col buon senso si eviterebbero diverse situazioni poco carine da subire, da commentare, o da vivere. Certamente un assistente, che tra l’altro incappa in una giornata eufemisticamente negativa, di Marsala non è il massimo della vita se ti chiami Licata e, proprio col Marsala, ti stai giocando il primo posto in campionato con relativo salto di categoria. La squadra del presidente, Danilo Scimonelli, si è fatta sentire. Le dichiarazioni del mister Galfano nell’immediato post gara e soprattutto del Segretario, Claudio Cammarata, rilasciate proprio al nostro giornale e alla nostra radio, fanno parlare, discutere e di sicuro, invitano alla riflessione. Cammarata dice: ” Ma avete mai visto un assistente di Napoli designato per una partita della Juventus? Non si può dar torto al dirigente del Licata, il cui disappunto è più che comprensibile. Con i dovuti distingui, il concetto è quello. Sarebbe stato di buon senso, non designare un marsalese per il Licata. Ma se al Marsala mandassero un arbitro di Licata? L’assistente poteva mettere in luce la città di provenienza rifiutando la designazione,  per una deontologia magari non scritta ma pensabile e ragionevole, la Lega poteva e doveva scegliere un guardalinee del resto del mondo ma non proprio di quella città che si gioca il campionato col Licata. Perchè poi sbagli, e spesso   in Eccellenza si sbaglia, sbandieri alla viva il parroco, fermi la squadra lanciata a rete per un paio di offside più dubbi del sesso degli angeli(con distinguo tra sacro e profano) e finisci nel polverone. Alimentando polemiche, discussioni, legittimi disappunti. Il tutto evitabile non con normative, faldoni e tutte quelle robe formali con carta bollata e decreti che manco uno con due lauree e altrettanti master, il calcio è semplice. Perchè complicarlo. Bastava e basta, solo applicare una legge, quella del buon senso. Anche il diritto parla della diligenza del buon padre di famiglia che, appunto, unita al buon senso, evita fiumi di inchiostro(magari questo compreso) e siamo tutti felici e contenti. Perchè il calcio in fondo, non è anche una favola? Non fa anche sognare? Certamente si, è anche questo. Sia chiaro un concetto, ribadito dalla società Licata e da chi scrive, adesso: Il Caccamo ha vinto con pieno merito, e il Licata deve imparare a non regalare oltre mezz’ora all’avversario su un terreno, la terra battuta, che la squadra deve fare suo, sempre più. Detto ciò, anche se la compagine di Galfano avesse vinto 0-4 non sarebbe stato un paradiso terrestre, mandare un assistente di Marsala. Certo magari, la faccenda con la vittoria del Licata sarebbe stata più circoscritta ma il buon senso(sempre quello) va applicato comunque. Sono piccoli infortuni che nel calcio ci stanno. Il sistema migliora sbagliando. L’errore è legittimo oltre che umano, per carità. Ma un monito per non perseverare va fatto. L’eccellenza è governata da gente seria e preparata, professionisti di riconosciuto valore ma anche Moggi e Galliani comprarono qualche sola sul mercato non solo Zidane e Nesta. Questo campionato di Eccellenza sarà vinto solo nelle ultime battute, è livellato in cima. Avrà la meglio, la squadra che meriterà di più, sul campo, come sempre. La cassazione del calcio sono sempre i novanta minuti ai quali arrivare però, con accorgimenti che garantiscano serenità e raziocinio.

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